Albania, Reja: “Con l’Italia sarà una sfida speciale”

Albania, Reja: “Con l’Italia sarà una sfida speciale”

Novembre 15, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Edy Reja il ct dell’Albania risponde dalla sala stampa dell’Air Albanian Stadium ai cronisti presenti alla vigilia del match amichevole contro l’Italia.

Giocherete col 3-5-2? Quali sono le novità?
“Il modulo è sempre quello, è il modulo che ci ha dato più garanzie. Con questo modulo i calciatori si sentono molto sicuri e non credo di cambiare, poi magari può accadere a gara in corsa. Mancano alcuni giocatori storici, Djimsiti mi sarebbe servito in questa partita vista anche la sua esperienza internazionale. Mi manca un po’ di gente, ma chi scenderà in campo darà sicuramente il 100%. Io il 3-5-2 l’ho utilizzato nel Napoli già 15 anni fa. Ora lo fa Conte, lo fa Mancini… Io ho iniziato 15 anni fa e ho fatto i complimenti anche a Mancini perché con la difesa a tre ha trovato veramente l’equilibrio. Poi alcune prestazioni sono venute bene, altre male, ma questo è un modulo che mi ha dato soddisfazioni”.

Cosa può dirci sulla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale?
“E’ stata una delusione un po’ per tutti, poi ci sono degli episodi tipo i rigori e all’Italia è andata male. Mi dispiace molto e menomale che Mancini ha deciso di restare per proseguire il progetto. Sono convinto che farà benissimo, poi c’è questo 2006, Pafundi, di cui mi parlano molto bene. Con lui, Miretti e Fagioli avrà modo pian piano di fare bene, sta lavorando per il futuro e mi auguro possa centrare anche altri obiettivi perché se lo merita”.

Bajrami e Asllani possono giocare insieme?
“Nell’ultima gara in casa contro Israele hanno giocato insieme, se l’hanno fatto è perché possono farlo. E’ chiaro, però, che hanno bisogno di certi equilibri attorno visto che uno è un trequartista e l’altro un regista di centrocampo. C’è quindi bisogno di chi poi li protegge nell’interdizione”.

Per chi tiferà domani?
“L’affetto per l’Albania lo conoscete e quando non gioca contro l’Albania tifo per l’Italia. Ma domani non tifo certo Italia, andrebbe contro i miei interessi… Se venisse fuori un 3-3 o un 4-4 sarebbe straordinario. E’ una festa per noi, un’amichevole migliore non potevo aspettarmela. Sono particolarmente emozionato, domani quando sentirò i due inni mi commuoverò, sicuramente”.

Rischiamo di fare una figuraccia domani viste anche le tante assenze?
“Spero di no… Qualcuno dei miei ragazzi è arrivato ieri, ci sono tanti giocatori che non facevano parte della prima squadra ma se sono qui vuol dire che li reputo da Nazionale. Mi piacerebbe vedere la crescita di questa squadra: se tu dimostri di essere competitivo contro l’Italia questo è un ulteriore stimolo. Io mi aspetto questo, al di là del risultato. Mi aspetto una prestazione all’altezza”.

Questa gara con l’Italia può essere quella giuste per avere conferme sulla crescita?
“Sì, può essere la gara giusta ma giocare contro l’Italia non è facile… E’ sicuramente una gara che potrà darci indicazioni importanti, è una gara che fa piacere disputare. Vediamo a che punto siamo arrivati, anche se mi sarebbe piaciuto avere la formazione al completo”.

Perché non siamo al Mondiale?
“Il discorso è un po’ lungo… Bisognerebbe che ci trovassimo per parlare di tante cose. I settori giovanili in Italia sono composti quasi interamente di stranieri. In passato c’erano blocchi di Juventus, Inter e Milan, ora Mancini deve invece pescare dappertutto, sono pochi i giocatori di squadre con esperienza internazionale. In ogni partita basta un niente, in queste gare sei dentro o fuori, non è il campionato dove puoi recuperare. Non ci sono squadre che puoi prendere sottogamba, ma il problema principale è che in Italia ci sono tantissimi stranieri. L’Italia senza due Mondiali è tosta, per 12 anni non vedremo il Mondiale”.

C’è però qualcosa che sta cambiando?
“Sì, la mentalità. Mourinho ora è arrivato e sta dietro e fa il contropiede. Ora in Serie A si aggredisce più alti e c’è stata la svolta, si cerca di più il gioco produttivo. Mentalmente siamo cambiati anche noi allenatori”.

Broja che giocatore è?
“Ha delle qualità, ma è presto per poter dire dove può arrivare… Lui ha il potenziale per diventare, poi però ci sono tante componenti e non si diventa giocatori subito. Avete visto Tonali? Nel primo anno al Milan ha avuto grandi difficoltà. Per arrivare a quel livello lì servono i giusti passaggi, bisogna arrivare gradualmente anche perché nei grandi club la critica è immediata. Un giovane quando lo butti dentro puoi anche bruciarlo definitivamente”.