Atalanta, Gasperini: “Con la Lazio sarà una bella sfida”

Atalanta, Gasperini: “Con la Lazio sarà una bella sfida”

Ottobre 29, 2021 Off Di Angelo Sorbello

Il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini in conferenza stampa ha analizzato il match di sabato pomeriggio contro la Lazio. Come valuta la differenza tra andamento interno ed esterno? “Magari abbiamo perso con Milan e Fiorentina, ma non è detto che chi viene qui viene per chiudersi. Sono delle ipotesi, la realtà è questa, a parte le ipotesi, dobbiamo cercare di fare più punti in casa perché sono indispensabili per la classifica”. Come stanno Toloi e Demiral?
“Palomino sarà fuori per squalifica, ma martedì sarà a disposizione. Demiral potrebbe rientrare, per Toloi la situazione si è rallentata un po’, serve più prudenza. Non sarà facile recuperarlo né per domani, né per martedì”. Ha detto che le piacerebbe vedere le partite dalla tribuna. “C’è poco da ridere, non sono mai stato ammonito nelle gare precedenti. Mi ha dato fastidio perché so quando ho delle colpe e quando non ho fatto nulla. Poi c’è un problema più serio, in questo calcio faccio fatica a capire i falli di mano, il VAR, i contrasti, eppure sono dentro il calcio da tanti anni. Non lo capisco io, non lo capiscono i giocatori, non lo capisce il pubblico. In troppe partite succedono imprevisti, ma soprattutto non c’è chiarezza. In tribuna, se mi scappa una parola, non ne pago le conseguenze. Ci dicono: “Basta star zitti”. Ma secondo me è giusto tirar fuori il problema. Poi si può far finta di niente, ma non si risolve niente. Forse è il momento di farlo, ma questo non riguarda solo l’Atalanta, altrimenti va a discapito di tutto il calcio. Il VAR ha un peso, carta canta. Non è tanto discutibile, di fronte all’immagine non capiamo più niente. O ci sono interpretazioni di parte o non lo so. Ci devono dire quando il VAR interviene o non interviene, in quel modo ci può essere più equilibrio. L’espulsione di domenica per me è pesantissima”. Scalvini? “Giocando e crescendo vedrete l’evoluzione di un giocatore che ha attitudini importanti. Un po’ di ragazzi li ho visti nel settore giovanile, ma questa non è più l’Atalanta di cinque anni fa dove sarebbe stato subito titolare, e una plusvalenza sicura, ora cresce dietro a giocatori più importanti davanti perché ci sono altri obiettivi, più alti, della società, allora serve gente pronta, sono scelte che vanno fatte. Il pericolo è l’eccessiva esaltazione e poi al primo errore…la fortuna dell’Atalanta è avere tanti giovani per completare la rosa, credo più in questi ragazzi qua che andare in giro altrove a prenderli. Ma oggi si buttano tanti giovani e si bruciano con troppe aspettative”. Come valuta la Lazio? “Ho visto una squadra che sta crescendo, rimane una buona squadra, con dei principi di gioco diversi rispetto lo scorso anno. Il campionato è difficile per tutti, poi ci sono le coppe, tante partite possono creare dei problemi. Giochiamo contro una rivale di valore”. Pessina e Gosens? “Pessina sta andando bene, anche Gosens sta recuperando, ma il suo infortunio è un po’ più pesante. Djimsiti non ha avuto un problema muscolare, appena avrà la certezza di non farsi male al braccio potrà giocare”. De Roon? “È un giocatore importante, quest’anno abbiamo avuto la sfortuna che nello stesso reparto ci sono stati parecchi infortuni. Anche nella scorsa partita ci siamo organizzati bene. È vero che abbiamo perso Gosens, che faceva molti gol, ma c’è Zappacosta. È una squadra che è pronta a superare le difficoltà, ha un bel carattere e reagisce sempre, è un valore anche per me. Il campionato è duro, non possiamo avere presunzione e arroganza, dobbiamo stare attenti partita dopo partita”. Quali sono gli episodi contestati che non riuscite a capire? “Ci sono stati tanti episodi, tra cui anche contrasti e falli di mano, ci sono troppe situazioni cervellotiche, chi gioca a calcio non comprende, siamo fuori e lontani dalla realtà del gioco, così sbarelliamo per forza. Di fronte alle immagini ci sono situazioni differenti. Non ci sono spiegazioni, è un problema che va avanti da un po’ di tempo”. Sarebbe favorevole un VAR a chiamata? “No, ho già troppo lavoro da fare (ride, ndr). Non devo essere io a chiamare un’ammonizione a un avversario. Si vedono delle cose che non si capiscono. Meglio far chiarezza, magari capiamo che è un errore. Sui contrasti ad esempio è un problema, alcuni sono validi e sono un aspetto spettacolare del gioco del calcio. Non è un gesto da togliere. Cosa devo dire ai miei? Non contrastiamo più? Diventa complicato, i cartellini fioccano così. Succedono delle cose eclatanti”. C’è una partita che vorrebbe rigiocare? “Siamo in una situazione d’emergenza, non abbiamo perso l’umiltà nonostante i risultati ottenuti negli scorsi anni. Cerchiamo sempre di fare il meglio, vogliamo conquistarci tutto perché nulla è dovuto, è quello che mi preme di più”.

Domani va in panchina?
“Non lo so, devo decidere. In nove partite ho preso zero ammonizioni, faccio fatica a stare muto su certe situazioni. Poi ognuno deve avere rispetto dei ruoli, ma questa è diventata una situazione che riguarda tutti, non solo gli arbitri. Sinceramente c’è confusione. Va bene anche per gli arbitri se ne parliamo, alcuni sembra che non conoscano la situazione. Io in questo momento faccio fatica a capire, allora faccio un passo indietro io. Non capisco troppe cose”.

Cosa è successo a Muriel? “Niente, Piccoli ha una carica differente. Ha segnato col Torino, ha fatto gol anche con l’Inter, che poi è stato annullato. Ha maggiore reattività rispetto a Muriel. Io ho la fortuna di vedere i giocatori in allenamento, cerco di vedere quando uno è in buone condizioni o meno”. Ha la sensazione che in Champions League la situazione sia differente? “È sicuramente diverso, ci sono i numeri che parlano. Ma anche nelle simulazioni, nei contrasti e nei falli, è tutto diverso. Per me è meglio, ma anche a livello di contrasti e altro”. Ilicic è più produttivo quando entra a gara in corso?
“A Empoli si è giocato dieci giorni fa e ha fatto bene sin dall’inizio, in una settimana giochi 3-4 partite, ma non è passato così tanto. Con l’Udinese prendi gol al 93′ e stravolgi tutto, vengono cambiati giudizi, commenti e pagelle. Sono pessimi segnali, sembra quasi che si voglia far casino. Si usano termini come “Si rialza” ecc., ma siamo lì ad inizio del campionato”. Ha sentito qualche collega sulle sue parole rispetto alle situazioni controverse?
“Non c’è nulla da appoggiare o meno. Non si dice, ma credo che parlarne sia la cosa migliore, c’è un grosso equivoco sul VAR e sul resto. Le immagini sono quelle, non le cambi. Si può sbagliare, ma altrimenti non capiamo più quando è fallo di mano o meno, o il contrasto quando è tale o è fallo. Ce lo hanno spiegato in tutti i modi, ma non è vero. Su questo crei di tutto e di più”.