Europa League, poker della Lazio

Europa League, poker della Lazio

Settembre 8, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Buona la prima per la Lazio in Europa League. I biancocelesti approcciano la partita dell’Olimpico nel migliore dei modi, proprio come aveva chiesto Sarri nella conferenza stampa della vigilia, archiviando la pratica Feyenoord dopo appena 45 minuti di gioco. 4-2 il risultato finale del match, con doppietta di Vecino e reti singole di Luis Alberto e Felipe Anderson, oltre ai gol della bandiera olandesi firmati dal neoentrato Gimenez quando ormai era però già tutto deciso. Mister Sarri conferma Provedel in porta (bocciato anche stavolta Luis Maximiano), lancia lo spagnolo Mario Gila dal 1′ in difesa e schiera il talismano Vecino in mezzo al campo con Cataldi a impostare e Luis Alberto a muoversi fra le linee. Là davanti, invece, il tridente delle grandi occasioni Felipe Anderson-Immobile-Zaccagni. Pronti-via e la Lazio è subito avanti. Tocco morbido in profondità di Vecino per Luis Alberto, che viene completamente dimenticato dai centrali difensivi del Feyenoord e da due passi buca Bijlow portando in vantaggio i padroni di casa al 4′. È arrembante, solida e sicura la partenza della squadra di Sarri, che controlla il gioco e la partita senza mai rischiare nulla. Non è un caso che il raddoppio arrivi già al 15′, quando Felipe Anderson punta l’area di rigore dalla destra su perfetta apertura di Immobile, si sbarazza del suo diretto marcatore e trafigge Bijlow con un potente rasoterra sul primo palo che trova grande complicità da parte dello stesso portiere avversario.

Primo gol in biancoceleste per Vecino
I biancorossi sono in completa balia della Lazio e il tris non tarda così ad arrivare. Ci pensa Vecino a segnare il suo primo gol con la sua nuova squadra, sfruttando una respinta corta di Bijlow su tiro-cross dalla sinistra di Zaccagni per infilare in rete il gol del 3-0 al minuto 28. Immobile e compagni giocano, si divertono e chiudono ogni spazio, trovando anche una traversa direttamente su calcio d’angolo di Luis Alberto (35′) prima della chiusura del primo tempo.

Stesso copione, un gol per parte e la girandola dei cambi
Per provare a cambiare l’inerzia del match mister Slot scuote i suoi negli spogliatoi e getta nella mischia Jahanbakhsh al posto di uno spento Szymanski. Il suo Feyenoord in effetti mostra – almeno di pancia – una certa reazione, ma la Lazio non corre grossi pericoli e mantiene il pallino del gioco abbassando progressivamente il ritmo anche in vista della sfida col Verona di domenica. Ci pensa il solito Vecino a chiudere i conti già dopo un’ora di gioco, sfruttando alla perfezione un ottimo invito in profondità di Luis Alberto per aprire il destro e battere ancora Bijlow al 63′. A Roma c’è ancora tempo solamente per la girandola dei cambi e per il gol della bandiera del Feyenoord, su rigore causato proprio da un intervento in ritardo del mattatore dell’incontro. Al minuto 69 il neo-entrato Gimenez viene infatti atterrato in area da Vecino e trasforma lui stesso il penalty del definitivo 4-1: una piccola macchia, insieme al 4-2 realizzato a porta sguarnita ancora da Gimenez all’88’, su una prestazione perfetta per almeno 70 minuti da parte di Romagnoli e compagni. E pensare che il Feyenoord sarebbe la rivale più accredita per contendersi proprio coi biancocelesti il primato nel gruppo F…