Juventus, Allegri: “Con il Cagliari partita complicata”

Juventus, Allegri: “Con il Cagliari partita complicata”

Aprile 8, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Massimiliano Allegri presenta Cagliari-Juventus, gara valida per la trentaduesima giornata del campionato di Serie A, in conferenza stampa. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore bianconero. Che risposte vuole domani dalla squadra?
“Domani è una partita complicata, giocare a Cagliari è sempre difficile e loro vengono anche da una brutta sconfitta. Sono una squadra fisica che alza molto la palla, secondo me viene fuori una brutta partita tecnicamente. Dobbiamo essere consci di questo, domani per noi contano tanto i tre punti, non bisogna perdere di vista il nostro obiettivo perché abbiamo la Roma a cinque punti”. Domani stessa soluzione tattica vista con l’Inter? “Oggi faremo l’ultimo allenamento e vedremo le situazioni e le condizioni. Mancherà Locatelli che starà fuori quattro settimane, gli squalificati Morata e De Sciglio. Non siamo tantissimi ma non deve essere una scusante perché domani dobbiamo fare una grande partita e portare a casa il risultato. Oggi valuterò se giocare con centrocampo a due o a tre”. Ha parlato alla squadra dopo l’Inter? Che reazione si aspetta? “Nel calcio di reazione ce n’è solo una: adattarsi alla partita, capire la partita perché rispetto alla gara con l’Inter domani sarà molto diversa. Partite a Cagliari dove vinci facile non ne ho mai viste o giocate, sia con Milan che con la Juventus. Domani bisogna prepararsi a un certo tipo di partita conoscendo ambiente, partita e avversario. Nel calcio bisogna solo pensare a vincere le partite. La squadra si è allenata bene, sta bene anche fisicamente, ci sono le condizioni per fare bene domani. Dipende soprattutto dall’aspetto mentale con cui dobbiamo affrontare la partita”. Come sta Bonucci? “Bonucci sta molto meglio, valuterò se farlo giocare dall’inizio o portarlo in panchina”. L’approccio alle gare diventa il rischio da evitare in questo finale di stagione? “Il nostro obiettivo è sempre stato arrivare nelle prime quattro. Ora abbiamo la Roma a cinque punti ma dobbiamo fare attenzione, poi la condizione psicologica cambia. Con la Roma abbiano il vantaggio degli scontri diretti. Però non possiamo ridurci a rischiare che la Roma si avvicini. Indipendentemente dalla partita che verrà fuori dobbiamo calarci nella realtà della gara di domani perché il risultato è troppo importante”. Avete fatto lavoro specifico sugli errori fatti negli ultimi metri? “Credo che la squadra fino a questo momento si sia ben comportata. Siamo mancati nelle tre migliori partite che abbiamo giocato, con Atalanta, Villarreal e Inter in casa dove abbiamo subito poco ma siamo stati poco lucidi negli ultimi metri e abbiamo perso. Quindi dobbiamo lavorare e avere più serenità in quelle situazioni, posso capire una volta, due, ma tre iniziano a essere un numero importante”. Un caso che Rabiot abbia fatto una delle migliori gare in un centrocampo a due? “Normale che Rabiot si trovi meglio a due perché è un giocatore che ha gamba, forza, copre molto campo. In questo momento sta meglio fisicamente. Con l’Inter ha fatto una partita buona tecnicamente e migliorerà tanto. Poi dopo ci sono partite dove per necessità dobbiamo giocare a tre. A volte giocherà meglio lui o altri, l’importante è che la squadra ottenga il risultato”. Può essere la partita giusta per Bernardeschi? “Per lui, per Kean, per Vlahovic. Deve esserlo per tutti perché in questo momento non possiamo scherzare, mancano sette partite e dobbiamo essere più precisi in fase offensiva. Momentaneamente ci mancano dei gol perché sono questi che fanno la differenza tra noi e quelle che ci stanno davanti in classifica”. Un commento alla vittoria del Villarreal? “Tanto è inutile stare a parlare di cos’è successo. Noi abbiamo fatto due ottime partite con loro anche all’andata che è stata una gara molto criticata, è stata un’ottima partita. Abbiamo avuto tante occasioni sbagliando l’ultimo passaggio, abbiamo subito pure poco. L’altra sera hanno fatto una grande partita, l’1-0 che tiene aperto il passaggio. Ma le nostre prestazioni con il Villarreal sono state ottime, ma non sono bastate perché siamo stati eliminati. Alla fine conta il risultato che è il passaggio del turno. Attraverso buone prestazioni. Se non lo fai, comunque devi portare a casa il risultato. Il Villarreal è una squadra scomoda”. McKennie può rientrare quest’anno?
“Momentaneamente è ancora che cammina, è ancora in ritardo. Speriamo nel giro di un mese possa tornare a disposizione perché mancherebbero ancora 4-5 partite”. Con l’Inter non ha vinto pur meritando e ha ricevuto complimenti, nella sua carriera è stato criticato per aver vinto senza meritare. Ci ha pensato? “Non ho pensato, ho analizzato la partita. Penso sempre in maniera lucida a quello che sta facendo la squadra quest’anno, credo che ogni squadra arriva nella posizione che merita. Noi siamo quarti e meritiamo di essere quarti. Da ora fino alla fine della stagione si può solo migliorare perché abbiamo quasi sempre una partita a settimana e possiamo lavorare anche in modo diverso per migliorare le situazioni di gioco e sui singoli giocatori. Ci sono 38 partite in un campionato: a volte vinci quando non meriti a volte, pareggi quando meritavi di vincere, perdi e meritavi di vincere. Il meritare di vincere è una roba astratta. Ci sono delle partite come quella con la Roma dove magari poi eri tagliato fuori dal quarto posto. Dobbiamo vedere dove migliorare per l’andamento della squadra e per l’anno prossimo, raggiungendo il quarto posto”. Ha senso continuare a insistere su Dybala che è fuori dal progetto? “In questo mese e mezzo abbiamo tempo per lavorare ma allo stesso tempo abbiamo obiettivi da raggiungere. Tutti i giocatori che ho devono dare il loro contributo per raggiungere gli obiettivi, indipendentemente da che uno rimanga o vada via. Abbiamo giocatori a scadenza di contratto, siamo tutti in ballo. Bisogna rimare concentrati. I complimenti non servono a niente. Poi questa roba dei complimenti mi dà fastidio, perché poi si trovano alibi. Altrimenti diventiamo la squadra che si accontenta dei complimenti, che trova alibi o altro. Non ci devono essere alibi o complimenti, ci devono essere solo vittorie”. Perché la Juve fatica a fare gol? Prendendo un dato, siete tra le squadre che crossano meno… “Se guardiamo i numeri di cosa manca… La Juventus negli ultimi tre mesi ha creato molto, poi siamo stati poco precisi nel fare gol. Bisogna essere più efficaci nelle prossime settimane”. Prima dell’Inter pensavate ancora allo scudetto? “Battendo l’Inter avevi una piccola speranza, però dovevi vincere tutte le partite che è praticamente impossibile. Ora bisogna svoltare e fare più punti possibili, però domani abbiamo una partita complicata perché nel giro di una settimana si rischia di passare da lottare per lo scudetto ad avere la Roma vicina. Bisogna essere lucidi su questo, domani è una partita tosta che va giocata in un certo modo”. Avete rimpianti per la stagione? “Rimpianti nella vita non se ne devono avere, bisogna essere realisti. Siamo quarti e ci meritiamo di essere quarti, come quando eravamo decimi e ci meritavamo di essere decimi. Abbiamo avuto un’occasione importante con l’inter e non l’abbiamo sfruttata, questa è la realtà. Il resto è tutta aria fritta. Di cosa si parla? Di niente”.