Juventus, Allegri: “Con partite così tanto ravvicinate non è facile”

Juventus, Allegri: “Con partite così tanto ravvicinate non è facile”

Settembre 10, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Allegri presenta Juventus-Salernitana, gara valida per la sesta giornata del campionato di Serie A, in programma domani alle 20:45 all’Allianz Stadium di Torino. Ecco le dichiarazioni della conferenza stampa dell’allenatore bianconero.

Che insidie nasconde la gara di domani?
“Le insidie di una partita che viene dopo un post Champions. È una delle migliori squadre fra quelle che giocano per la salvezza per singoli e collettivo. Nicola l’anno scorso ha fatto un lavoro straordinario e anche quest’anno sul mercato hanno lavorato bene con giocatori fisici e tecnici. Dobbiamo fare una partita tosta perché ci servono i tre punti”.

Paredes ha bisogno di riposare?
“Domani gioca perché poi Locatelli ha un piccolo affaticamento e non sarà a disposizione, si è fermato e non posso rischiarlo, vediamo di valutarlo nei prossimi giorni. Abbiamo ancora fuori Di Maria che mercoledì dovrebbe essere a disposizione. Pogba è fuori, Chiesa si sta allenando in campo ma non con la squadra. Szczesny anche è ancora fuori come Aké e Kaio”.

Cosa le è piaciuto col PSG?
“Di positivo ha lasciato che dopo il 2-0 c’è stata una bella partita, una buona reazione. Non mi piace che dopo Parigi, dove c’è da migliorare e fare altre cose, la Juve è passata per una squadra che ha giocato bene dopo il 2-0 e siamo diventati anche simpatici. E non va bene. Sono molto arrabbiato, bisogna essere antipatici, così siamo vincenti. Altrimenti ci abituiamo a essere simpatici e bellini e perdenti. E non va bene! Bisogna prendere il positivo dalla partita. I ragazzi lo sanno, abbiamo una partita da affrontare con la giusta serietà, con la giusta presunzione. Creiamo giorno dopo giorno di creare presupposti per raggiungere gli obiettivi. Ma ci vuole ben altro. Non bisogna essere simpatici o bellini”.

Danilo e Bremer possono rifiatare?
“La formazione non l’ho ancora decisa, domattina deciderò. La partita più importante è quella di domani perché ci dà la spinta per le prossime, quella di mercoledì si prepara da sola vista l’importanza della gara. In Italia le partite ci sono meno spazi, sono più tattiche le gare. Quella di martedì col PSG è più facile da giocare perché ci sono più spazi”.

A che punto è la sua Juve?
“So che c’è grande voglia di lavorare, di tornare a vincere anche se non è facile. Ci mancano dei giocatori dall’inizio, giocatori importanti perché anche come numero saremmo di più. In questo momento nelle difficoltà numeriche bisogna arrivare a novembre nella miglior condizione di classifica possibile. A gennaio recupereremo tutti ma non possiamo rovinare tutto in questo mese”.

Elkann ha detto che è convinto che la Juve possa vincere lo scudetto. Condivide questa idea?
“L’ottimismo dell’ingegnere ce l’ho anch’io. Se togliamo l’equivalente di Pogba, Di Maria e Chiesa alle altre squadre? Noi dobbiamo essere contenti di quello che stiamo facendo sapendo che le prospettive sono rosee. Non dobbiamo diventare simpatici e bellini altrimenti mi arrabbio molto”.

Kean può partire a destra?
“A Parigi è entrato bene, a Firenze meno. Ha giocato poco ma ha fatto bene, è normale che sul centro-sinistra faccia meglio”.

Come si può altre Vlahovic a toccare più palloni?
“Cerchiamo di aiutarlo, sta migliorando su quest’aspetto. L’altro giorno si è detto che Haaland ha toccato gli stessi palloni di Vlahovic. Milik ha toccato 30 palloni a Firenze. Sono caratteristiche diverse. Dusan attacca la profondità, Milik raccorda più il gioco. Vlahovic ha fatto 4 gol se non sbaglio, è un centravanti e deve fare quello. A Parigi tecnicamente ha giocato meglio. Sono contento. Pian piano, le sfumature del gioco le migliorerà giocando, strada facendo, più gioca e più fa esperienza. Migliorano tutti, anche a 35 anni”.

Un giudizio sulla coppia Milik-Vlahovic?
“Hanno dimostrato di poter giocare assieme. Domani non so se lo faranno, Milik era tanto che non giocava e abbiamo molte partite. I cambi diventano importanti perché i cinque che entrano determinano le partite. Quelli che sono in panchina devono sentirsi ancora più titolari perché son quelli che determinano le partite nel bene e nel male”.

Sabatini ha detto che le rompono troppo le scatole. Ha la stessa sensazione?
“Ci sono le critiche. Alleno la Juventus, so che bisogna tornare a vincere e che lavoriamo con passione. Siamo all’inizio, anch’io vorrei vedere tutti i passaggi giusti, tante occasioni, tanti tiri, tanti cross. Ma puoi farli contro le sagome e a volte neanche contro le sagome puoi farlo. Lavoriamo con serietà cercando di portare la Juventus dove le compete. Non abbiamo vinto niente l’anno scorso, serve più voglia di andare a vincere sapendo che non è facile. Ma ce la metteremo tutta”.

Su quale aspetto sta battendo per far sì che la Juve torni a essere antipatica?
“Sul fatto che martedì usciti da Parigi non doveva esserci gioia. Consapevolezza di aver fatto delle cose buone, ma essere arrabbiati per il risultato e perché quelle partite possono ingannarti”.

Ha percepito di essere sulla strada buona sul livellare la gara in entrambi i tempi?
“Ne abbiamo parlato con i ragazzi. Capitano delle partite quando andiamo in vantaggio di fermarci come se fosse finita lì la partita. Dobbiamo capire che la partita è lunga e bisogna continuare a giocare perché un gol può non bastare”.

Tempi di recupero di Chiesa?
“Spero di averlo prima della sosta del Mondiale. Al 100% sarà a gennaio, ormai manca un mese, sta lavorando in campo da solo. Speriamo di averlo al più presto con la squadra con un lavoro che comunque sarà parziale. Al momento si allena da solo”.