Juventus, Allegri: “Dobbiamo fare punti, dopo il Genoa penseremo alla Coppa Italia”

Juventus, Allegri: “Dobbiamo fare punti, dopo il Genoa penseremo alla Coppa Italia”

Maggio 5, 2022 Off Di Angelo Sorbello
Massimiliano Allegri presenta Genoa-Juventus, gara valida per la 36esima giornata del campionato di Serie A, in programma domani alle 21 allo stadio Luigi Ferraris di Genova. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore bianconero. Domani è un test in vista della finale o ci saranno rotazioni? “Da qui alla fine del campionato dobbiamo fare più punti possibili, abbiamo raggiunto l’obiettivo Champions con tre giornate d’anticipo e siamo contenti. Abbiamo da preparare una finale di Coppa Italia, dobbiamo fare una bella partita domani. Andrà in campo la formazione migliore. Danilo riposerà, con questa fascite ultimamente si era allenato poco. Obiettivo raggiunto, gli ho dato riposo per riaggregarsi da domenica. Pellegrini ha la caviglia in disordine, tutti gli altri a disposizione. C’è Cuadrado, torna De Sciglio che a Roma non ci sarà. Serve fare risultato, i risultati positivi aiutano negli allenamenti e nelle partitee”. Quanto è importante la Coppa Italia? Un commento alla gara di Champions di ieri? La Coppa Italia è un obiettivo, come lo erano il campionato e la Champions pur sapendo che in questo momento è molto difficile da vincere. Se pensiamo di non poter raggiungere gli obiettivi, è un limitatore che ci mettiamo. La Coppa è uno degli obiettivi, mercoledì siamo contenti di andare a giocarci questo trofeo. Prima di tutto devo fare i compimenti a Orsato perché ha arbitrato in maniera straordinaria e per me è il miglior arbitro. Quello è un livello tecnico e fisico talmente alto che ha fatto sì che fosse una partita meravigliosa. Il Real Madrid ha dimostrato che le partite non finiscono mai. Non è il calcio italiano che è lontano, negli ultimi dieci anni la Juve ha raggiunto due finali di Champions. Non sempre nel calcio si possono raggiungere certi risultati. In Europa ci sono sei squadre nettamente migliori delle altre: Real, PSG, Bayern Monaco, Manchester City, Chelsea e Liverpool. Poi l’ambizione di arrivare in finale l’abbiamo tutti, ma la realtà è un’altra cosa. Però se uno prende coscienza della realtà è più facile fare bene”. Giocano domani Dybala e Kean? Dopo Ancelotti vuole commentare anche lei le parole di Cassano? “Non so niente, posso solo fare i complimenti a Carlo. Lui è stato molto criticato perché non andava di moda. Ma come dico sempre le mode passano, i classici rimangono. Per lui è una soddisfazione immensa aver vinto lo scudetto in cinque campionati, può vincere quattro Champions. Gli attaccanti? Oggi deciderò in base a chi sta in piedi, ma stanno tutti bene”. Il periodo di Zakaria? “Difficile che un giocatore faccia tutte le partite bene. Lui è arrivato da un campionato diverso, ritmi e allenamenti diversi. Questo è un campionato più tattico. Sono molto contento di quello che sta facendo, apprende, è intelligente e ci sta dando una grossa mano”. Per domani meglio puntare sulle seconde linee o sui possibili titolari? “Siamo in 14, abbiamo dei giocatori fuori. La Juventus quando gioca le partite lo fa per vincere, fare brutte figure non è da Juventus. Serve una bella partita, poi è stimolante perché lo stadio sarà pieno, l’avversario lotterà perché si gioca punti importanti. Dobbiamo cercare di fare più punti possibile. Anche tecnicamente dovremo far meglio, siamo sgombri dalla pesantezza di dover arrivare al quarto posto”. De Sciglio gioca domani? Cuadrado meglio preservarlo che Zakaria? Gioca Miretti? “Miretti è a disposizione, vediamo Arthur come sta con la caviglia. De Sciglio se riuscisse domani a fare 90 minuti non essendoci mercoledì mi farebbe anche un favore”. Chi ha vinto la sfida con Vlahovic? Domani gioca?

“Alla fine ho vinto io, conta l’ultimo tiro quindi ho vinto io. Sono molto contento di quello che sta facendo e non mi aspettavo riuscisse a entrare così bene nella Juve, ha fatto tanto. Arrivando a campionato in corso doveva conoscere i compagni, mettersi a disposizione. Per lui, come per tanti, si può solo migliorare. Domani è probabile che giochi”. Bonucci ha sottolineato che avete pagato un po’ di inesperienza dei più giovani. Come mai all’estero i giovani giocano di più? “Innanzitutto che i giovani giocano spesso titolari all’estero… i giovani, se sono bravi, giocano. Questa cosa m’incuriosisce, voglio vedere le statistiche e quanti giocano. Si generalizza su questa cosa, all’estero fanno sempre meglio. Facciamo ciò che sappiamo fare in Italia, ci sono giovani bravi e più giocano, più fanno esperienza. Fa parte di tutti i lavori, quando avete iniziato non scrivevate come ora, l’esperienza e la tranquillità ce l’hai con l’esperienza. Nessuno nasce imparato, in Italia si tende ad avere picchi alti su fenomeni calcistici in generale e poi si ributtano giù. C’è un percorso da fare e se uno è bravo migliora in esperienza. Devo fare i complimenti a Zauli, ieri con l’Under 23 hanno passato i playoff in C. La Juve ha più vantaggi con la seconda squadra perché giocano in un campionato importante, vanno in campi difficili. Si vede che i giocatori dell’U23 hanno una mentalità diversa rispetto alla Primavera dove lo stacco è ampio con la prima squadra”. Quanto è difficile tenere concentrati i giocatori considerate le scadenze di contratto? Le si sente un classico che non viene più capito? “Io non devo essere capito, devo esserlo solo dai miei giocatori. Dico solamente che Ancelotti, da cui c’è solo da imparare e prendere cose come Lippi, Capello, anche Sacchi che se no se la prende con me perché è permaloso… come Klopp, Guardiola, ognuno ha il suo modo di pensare. Il calcio è più semplice di quello che sembra. Sui giocatori siamo a tre giornate dalla fine più la Coppa Italia, devono mettersi tutti a disposizione perché poi alla fine è il rettangolo verde che conta e dà i voti e la sentenza di quello che uno fa”. Quanto potrà giocare Miretti in questo finale? “Domani gioca. Siete contenti? Non so dove gioca ma gioca. Miretti, De Sciglio, Rabiot e Szczesny giocano”. Ha parlato di Orsato, c’è un modo differente da arbitrare in Europa rispetto al nostro campionato? “Dico che è il modo nostro di vedere le cose. Orsato ha arbitrato nello stesso modo in cui arbitra in Italia, solo che qui lo vediamo diversamente. Gli arbitri in Italia sono bravi, c’è qualcuno che deve fare esperienza, poi ci sono le categorie anche tra gli arbitri e Orsato è il più bravo”. Quanto sposta nella valutazione della stagione la finale di Coppa Italia? “Non sposta niente, sposta solo il fatto di riuscire a portare a casa il trofeo in una bellissima serata a Roma. Quest’anno si gioca a Roma con una pressione diversa rispetto allo scorso anno a Reggio Emilia dove c’erano anche poche persone. Questi sono eventi sportivi belli da vivere, se siamo bravi e fortunati la portiamo a casa”. C’è un messaggio di ottimismo verso la tifoseria che freme in vista della finale con l’Inter? “Siamo tutti in attesa di mercoledì ma prima c’è domani. Mancano ancora 5 giorni e bisogna arrivarci con serenità e lucidità. È Juve-Inter, il derby d’Italia, giochiamo contro i più forti in Italia”. Nelle tabelle quota 78 punti era il suo obiettivo? “Dopo le partite di campionato, la tabella di 78-80-81 era quella. Bisognava non perdere con l’Inter e vincere con il Bologna. Essere a 69, già sicuri di essere quarti, è un ottimo risultato perché tre mesi fa eravamo lontani. Cercheremo di finire nel miglior modo possibile il meglio possibile”.