Juventus, Allegri: “Ora dobbiamo avere continuità”

Juventus, Allegri: “Ora dobbiamo avere continuità”

Ottobre 20, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Allegri presenta Juventus-Empoli, gara valida per l’undicesima giornata del campionato di Serie A, in programma domani alle 20:45 all’Allianz Stadium di Torino. Ecco le dichiarazioni del tecnico bianconero:

Cosa ha dato alla squadra la vittoria contro il Torino?
“È stata una bella vittoria, credo meritata contro una buona squadra, comunque giocare col Toro non è mai semplice. Perché diventi una vittoria importante bisogna darle seguito domani con l’Empoli”.

Domani gioca Gatti?
“Oggi facciamo allenamento e dovrò valutare alcune situazioni, ci sono giocatori che hanno fatto tante partite. La squadra sta meglio, anche mentalmente perché la vittoria ci ha dato più serenità e più morale. Il nostro umore dipende sempre dai risultati, più vinciamo più stiamo bene dopo la partita. Domani non sarà semplice”.

Vlahovic può riposare?
“Dusan indipendentemente dal gol ha giocato una delle migliori partite a livello tecnico. Anche Kean ha fatto bene, sono contento di Moise perché sta crescendo, sta meglio fisicamente e si rende soprattutto disponibile per la squadra. Per ottenere risultati ci vuole disponibilità da parte di tutti, su questo sembrano esserci buoni segnali. Domani non sarà facile, tra l’altro l’anno scorso ci hanno battuto”.

Chiesa e Pogba come stanno?
“Vediamo le cose reali, la realtà di oggi è che Chiesa e Pogba non li abbiamo. Chiesa ha fatto due allenamenti con la squadra, Pogba si è allenato momentaneamente parzialmente ma molto parzialmente con la squadra. Evitate di scrivere tutte quelle robe lì, avete una fantasia mondiale. Giocatori che non si sono neanche allenati con la squadra scrivete che dopo 2 giorni sono a disposizione. La fantasia è al potere ed è molto bello. Domani non ci sono”.

Paredes come sta? Domani parte titolare?
“Devo valutare perché McKennie viene da 11 partite una dietro l’altra però vabbè lui tanto corre, Cuadrado da più partite e devo valutare se giocare ancora con McKennie, Rabiot e Locatelli o Paredes o cambiare qualcosa spostando uno da un’altra parte. Abbiamo domani, abbiamo martedì che è molto importante. Domani è difficile perché l’Empoli è veloce, tecnica e ti impegna fisicamente. Per riuscire a battere l’Empoli bisogna sicuramente mettersi al pari loro. Così è normale che poi alla lunga vengano fuori i valori, altrimenti ci sbattiamo di nuovo il muso”.

Non recupererà nessuno fino a martedì. Come è stata questa settimana anche per recuperare un po’ di forze?
“Anch’io vorrei tutti a disposizione, soprattutto per dare dei cambi. Con quelli che abbiamo faremo una grande partita domani e ci prepareremo bene per il Benfica. Chiesa ha fatto già passi avanti, sabato mattina ci sarà un’amichevole per Federico per vedere come si muove su tutto il campo, la tenuta. Paul ha fatto momentaneamente del lavoro parziale con la squadra, ma siamo a giovedì e a martedì mancano quattro giorni. Paul dal 23 luglio non fa un allenamento serio, bisogna dargli tempo, affrettare per averlo una partita prima e pregiudicare il lavoro è follia pura”.

Milik domani torna dall’inizio o va ancora gestito?
“Non è gestione, abbiamo tante partite e si giocano in 15, non più in 13 come una volta. Ci sono anche dei dati post Covid che per intensità di corsa rispetto a quelli durante il Covid sono totalmente diversi, a maggior ragione chi viene in panchina diventa determinante”.

La scelta del gruppo di mettersi in cerchio è una sua indicazione?
“No assolutamente, roba di gruppo, io do solo indicazioni tecniche-tattiche e di comportamento che è la cosa più importante”.

Cosa intende per dati diversi post Covid?
“L’anno scorso e quest’anno da quello che mi risulta sono aumentate le corse ad alta intensità. Il calcio in Italia è cambiato, è diventato più uomo a uomo e si alza l’intensità della gara. Durante il Covid è stato un calcio diverso, anomalo dove gli stadi erano vuoti, le pressioni non c’erano,. Ora si sta tornando verso la normalità, infatti se non erro sono stati segnati 60 gol in meno. E questo cosa vuol dire? Dipende da come si vede: il calcio italiano ha meno qualità o altrimenti c’è più attenzione alla fase difensiva, gli stadi pieni danno un’attenzione diversa… Sono dati che comunque, rispetto a quello che era prima, dicono qualcosa di diverso. Normale che si torni verso la normalità”.

Ha fatto una previsione di punti in vetta e al quarto posto?
“Per la prima volta non ne ho fatte. Mi si è accesa una lampadina ora: dopo 10 partite ci sono squadre in fondo alla classifica che hanno fatto pochi punti e altre che ne hanno fatti di più. Al momento per noi la settimana cruciale è stata quella Salernitana-Monza”.

La gestione di Bonucci? Che ruolo ha nella squadra?
“Leonardo è il capitano della squadra, è un giocatore di personalità e come tutti gli altri va gestito. Lui è importante si quando gioca che quando non gioca. Ha vent’anni si hanno delle forze, a trenta delle altre, si tratta di un percorso normale. Ma vale per tutti. Ho la fortuna di avere sei difensori e posso farli girare, in altri ruoli momentaneamente ci mancano, ho meno alternative e devo chiedere uno sforzo. Leo è un uomo responsabile, sia che giochi che no è un valore aggiunto per la squadra”.

A livello di differenza reti si stanno seguendo le sue previsioni?
“Noi abbiamo subito 7 gol e siamo abbastanza in linea sulla fase difensiva. Ci mancano dei punti che abbiamo perso con Salernitana e Monza, son cose passate e dobbiamo guardare in avanti. Normale che davanti stanno viaggiando, hanno molti punti”.

Come sta Miretti?
“Sta meglio, ha giocato tante partite da inizio stagione non avendo una preparazione perché ha giocato con la nazionale e si è aggregato con la squadra il 2 agosto. Sta meglio, ha giocato partite importante e di livello con un dispendio fisico e mentale non da poco. Così come sta crescendo Fagioli, Soulé stesso. Quando c’è la possibilità li faccio giocare perché sono considerati giocatori da e della prima squadra, non sono più giovani”.