Liverpool, Klopp: “La partita più importante dell’anno”

Liverpool, Klopp: “La partita più importante dell’anno”

Maggio 28, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Jurgen Klopp, tecnico del Liverpool, ha parlato prima della finale di Champions contro il Real Madrid, la rivincita del 2018. Inizia la conferenza stampa. “Stiamo bene, Fabinho si è allenato bene, Thiago si è allenato ieri con il gruppo, vedremo oggi e poi faremo le nostre scelte”. Sul feeling di vincere. “Non so, bisognerebbe avere questa domanda alla fine della partita. Giochiamo contro la squadra più decorata, con un allenatore che l’ha vinta già. L’unica cosa che stiamo pensando è come giocare la partita, non pensiamo a un secondo a cosa potrebbe essere”. Sulla rivincita. “Abbiamo perso quella partita. Tutti siamo motivati da cose differenti, abbiamo 25-26-27 giocatori e tutti sono motivati differentemente. Non abbiamo dimenticato quello che è successo a Kiev, ma c’è già abbastanza motivazione senza rivederlo. Ci sono così tante ragioni per avere motivazioni domani sera”. Sul campo. “Se il campo sembra nuovo è una buona notizia, ma credo nessuno possa sapere cosa succede in questo. La buona notizia è che entrambe le squadre possano giocare su questa superficie, è una idea interessante cambiare il terreno il giorno prima. Siamo davvero felici per essere qui, tutte e due siamo nella stessa situazione”. Qual è il mood di Mané? “Sadio è nella migliore stagione della sua vita, è una gioia per gli occhi vederlo. Il calcio gli ha chiesto molto in questa stagione, moltissimi finali. Non posso parlare di Bayern Monaco, pensiamo solo a questa partita. È importante per lui, per noi… Non è la prima volta che in un partita chiave escano notizie sul Bayern Monaco”. Su Naby Keita. “È bravo ad allenarsi in maniera consistente, è nell’età perfetta, ha grande esperienza. Devi avere tempo per adattarti quando arrivi in un mio club. Anche lui è stato bravissimo, è nella forma migliore della sua vita”. Ancora sul campo. “Entrambe le squadre hanno un grande curriculum. Non so se il campo sarà pessimo oppure no, magari è perfetto anche se non sembra, lo vedremo. Spero che nessuno parlerà del campo. Siamo molto felici di essere qui. È il nostro mondo quello di essere toccati dal risultato finale. Non c’entra niente cosa hanno fatto i ragazzi finora, ma oramai conta solo il colore della medaglia. Ci sta, siamo pronti, ma la storia ci dirà. Sono orgoglioso di quel che abbiamo fatto, è stato speciale: grandi partite, finali. 120 minuti con il Chelsea e poi andare ai calci di rigore… Starò molto bene in caso di vittoria, molto meglio”. Chi è il favorito? “Non lo so. Se pensi alla storia, all’esperienza dell’avversaria, a come il Real Madrid è tornato da certe situazioni… Penso che sia il Real Madrid. Se siamo al top è davvero difficile giocare contro di noi. La confidenza dei giocatori del Real sarà veramente alta, ed è una cosa importante nel calcio”. Ancora su Mané. “È il momento peggiore per parlarne. Dovunque vorrà giocare sarà un grande campione, assolutamente”. Su ciò che succederà domani. “Quando sei su un grande stage, devi fare una grande prestazione. L’abbiamo fatto a Kiev, era stata una grande stagione ma siamo arrivati con tre ruote. Alcuni giocatori tornavano dagli infortuni, poi ci sono state delle concause, anche sui gol che abbiamo concesso. Abbiamo imparato a vincere. Nessuno ti può aiutare, ti serve tempo. Ho perso un sacco di finali nella mia vita. I ragazzi sono cresciuti enormemente negli ultimi tre anni. Facciamo parte di un massive club, i ragazzi sono giusti per la dimensione della nostra squadra. Arriviamo in un ottimo momento”. Sul Pallone d’Oro. “Questo tipo di competizione ti dà… O sei Ronaldo, o sei Messi, o vinci la finale di Champions League. In caso sarebbe un grande aiuto”. Sul fatto di essere un Normal One. “Credo che quando fai le cose per bene tutto il tempo, lo fai anche in una finale. Ma devi essere al meglio, abbiamo giocato benissimo questa stagione. Noi siamo stati al massimo, sarebbe bello esserlo. Non siamo un avversario facile, tutt’altro, ed è quello che dobbiamo essere. Dobbiamo giocare al meglio possibile, siamo bravi anche noi”. Questa partita ha un significato speciale? Doveva essere giocata a San Pietroburgo… “No, chiaramente, non avrei mai pensato a un messaggio del genere, fino a ora. Sono onesto, sono contento che la partita sia qui per un migliaio di ragioni, ma è davvero strano. Il mondo deve andare avanti, il fatto che la finale non sia a San Pietroburgo è probabilmente il messaggio che la Russia si merita e che deve avere. Dobbiamo pensare a quello che succede lì. Il gioco sta continuando, la vita continua pure quando stai cercando di distruggerla. Dobbiamo giocare questa gara e dobbiamo farlo anche per chi ci guarda dall’Ucraina. 100%”.