Napoli, Spalletti: “Non è facile gestire il doppio impegno Campionato e Europa League”

Napoli, Spalletti: “Non è facile gestire il doppio impegno Campionato e Europa League”

Novembre 3, 2021 Off Di Angelo Sorbello

A Varsavia per il sorpasso. Il Napoli nella quarta giornata della fase a gironi d’Europa League è chiamato a sfidare la capolista Legia in trasferta: con un successo gli azzurri volerebbero al primo posto. Luciano Spalletti presenta la partita in conferenza stampa, direttamente dalla Polonia. “Non abbiamo una squadra che si è indebolita. Abbiamo una rosa che ci permette di poter sostituire qualche calciatore che ha giocato più spesso. Siamo venuti qui per vincere la partita. L’Europa League è una competizione a cui teniamo. Sappiamo che è una gara difficile, però la ricerca è la vittoria”. Se la partita fosse stata in Italia Insigne e Fabian sarebbero venuti in panchina? “E’ un’addizione di valutazioni, non si tratta solo di campionato o Europa League. E’ una somma di più cose, come quella della valutazione di domenica di tener fuori Lorenzo. Ha un muscolo affaticato, noi siamo lì a fare prove, esami, per prendere il meglio dei risultati. L’abbiamo tenuto fuori per il muscolo affaticato. Potrebbe giocare ma c’è una gara anche domenica e ci sono anche altri che meritano di giocare. Chi è rimasto a casa rischiava”. Serve un centravanti di riferimento nello sviluppo del gioco? A Salerno con Petagna avete fatto meglio che con Mertens. “Mertens ha giocato una partita sotto il suo livello, quindi magari viene più da evidenziare questa cosa. Poi dipende sempre da ciò che si riesce a fare uin partita. Mertens riesce a riempirla quella zona lì, poi con Zielinski che è più in condizione come adesso ha più facilità perché ha questa capacità di inserimento, di buttarsi negli spazi. Ma sono due soluzioni che portano tutte e due all’obiettivo se percorse nella maniera corretta”. Ancora sulle assenze. “Non dovete preoccuparvi dei minuti non giocati, ma dovete preoccuparvi di cosa fare per aiutare la squadra a vincere nei minuti giocati. Le facce le fanno loro quando tu li scegli, vedremo che faccia faranno. Quelli che sono qui giocano tutti. Con le 5 sostituzioni c’è il 50% di possibilità di giocare, prima con le 3 sostituzioni c’era il 25%. E’ importante questa cosa, per lo spettacolo, per ribaltare una partita, per vedere più contenti i calciatori. E’ il raggiungimento di un risultato importante quello delle 5 sostituzioni. E poi hanno più possibilità di far vedere quelle che sono le loro qualità. A noi non manca niente. Abbiamo una squadra forte. L’unica possibilità per soddisfare la forza della squadra è la vittoria”. Juan Jesus potrebbe giocare due partite di fila per le squalifiche di Mario Rui domani e Koulibaly domenica. “E’ un giocatore muscolare, fisico, resistentissimo. Per cui mi aspetto che possa andare a mettere a posto questa difficoltà momentanea per il ruolo del centrale. Nell’economia della partita può darsi che ci sia la possibilità di togliergli qualche minuto domani, dipenderà dal tipo di partita che verrà fuori, da lui come si sente. Perché la partita reale dà sensazioni differenti rispetto alle valutazioni. Ma il ragazzo dal punto di vista fisico è davvero una belva, diventa difficile trovargli un difetto”. Ritrova Ounas: per lei dà il meglio da esterno o da trequartista? “E’ un calciatore offensivo. Ha talmente tanto estro e qualità che può metterli dove vuole. Chiedergli delle rincorse, come fanno ad esempio Politano e Lozano che vanno a raddoppiare sul terzino… Lo fa lo stesso, ma ha più qualità davanti. Ti fai del male non dandogli la possibilità in maniera offensiva negli ultimi venti metri. Per il ruolo però c’è, sa saltare l’uomo nello stretto, sa imbucare, ha un macino pesante con cui fa sempre qualcosa di importante”. Ci saranno 542 tifosi napoletani in Polonia. “La sentiamo la differenza. Se si riesce ad averli tutti più vicini è come avere un calciatore in più in rosa. Per quella che è la loro passione loro sono a punteggio pieno, più di noi perché loro avrebbero vinto anche quella che abbiamo pareggiato per quello che è il loro trasporto nei nostri confronti”. Quanto tenete all’Europa League? “Perché dovremmo tenerci poco? Questa storia faccio fatica a capirlo. Io mando dei segnali ai calciatori che hanno giocato meno causa infortunio, tipo Demme o altri, dicendo che non importa giocarla? Sarebbe sbagliato, fallimentare dal punto di vista professionale. Loro devono poter esprimere il loro talento, la loro qualità in un contesto reale. Non gli si fa fare le partite per finta ai professionisti che abbiamo noi”. C’è possibilità di vedere Meret in campo? “Meret gioca. E gioca perché è un portiere forte come Ospina, non perché è una partita meno importante. Diamo delle possibilità anche a lui perché si sta allenando benissimo. Per me è un altro portiere titolare. Non ne possiamo far giocare due, altrimenti alle volte l’avrei fatto”.