QUANDO LA PERSEVERANZA ED IL LAVORO PAGANO E COSÌ UNA FAVOLA DIVENTA REALTÀ…

“C’era una volta un gruppo di bravi ragazzi che fu assoldato da un re per costruire un grosso palazzo dove andare a vivere, il gruppo di giovani per farlo si affidò totalmente al suo mastro e ne seguì ogni singolo consiglio e parere. Quei bravi ragazzi, nonostante la grinta e la voglia che avevano di esaudire il proprio re, non riuscirono da subito a tirar su una bella struttura e raggiungere i risultati sperati per il proprio lavoro. Fino a quando un giorno dopo molti anni di costanza e passione e tanta pazienza del loro signore riuscirono a fare qualcosa che tutti quelli che li osservavano ormai da tempo credevano impossibile per un gruppo come il loro. Una grande struttura che però non era solo ben costruita, era bella da vedere, regale, e che diventó il modello di bellezza e maestosità da seguire per tanti altri signori del paese…”

Quando un giorno mister De Zerbi si siederà sulla poltrona di casa e starà davanti ai suoi nipotini potrà raccontare metaforicamente qualcosa di molto simile. E si perché il suo Sassuolo è esattamente questo, un edificio che lui ed i suoi calciatori hanno dovuto mettere in piedi tra lo scetticismo generale assistiti dalla pazienza e la perseveranza della dirigenza. È tipico sentire: “Una squadra provinciale non può giocare palla a terra!”, “Si va bene ma tanto tra poco inizierà la discesa”. Il punto è che anche se da qui a breve il Sassuolo non occuperà più la seconda posizione del campionato, avrà dato la dimostrazione di come si gioca realmente a questo sport.

Il Sassuolo è una squadra costruita solo ed esclusivamente per giocare palla a terra ed arrivare con la sfera quanto più vicino all’area senza mai sciuparla. Difficile vedere gli emiliani muovere palla a caso, difficile vederli posizionarsi senza criterio, difficile vederli buttare palla su in cerca dell’attaccante. Infatti De Zerbi ha raccontato un simpatico aneddoto a riguardo in una sua intervista, la mattina prima del match contro l’Udinese chiedeva al suo staff se fosse stato uno sbaglio non compare un attaccante con caratteristiche da torre. La risposta se l’è data dopo la partita, ed era no, semplicemente perché i suoi ragazzi, visto il bel palazzo che avevano messo in piedi, pur sapendo che mancavano 5 secondi al fischio finale, continuavano a palleggiare a metà campo. Le partite dei neroverdi sono di dominio, e non sterile ed orizzontale, ma grazie alla qualità dei singoli, Berardi, Djuricic, Locatelli, Boga, Caputo, Marlon, i due terzini, propone un calcio di proposta, di spinta, di verticalità, insomma un bello spettacolo da vedere per gli amanti di questo giuoco.

Tre anni fa infatti si è seguito un credo e si è posto un progetto ben chiaro, aggiungere qualità a qualità, shakerare e vedere che cosa ne veniva fuori. Primo anno dell’allenatore bresciano sulla panchina neroverde 2018-19, undicesimo posto. Stagione 2019-20, ottavo posto, ed ora nella terza stagione in Emilia? Per adesso il Sassuolo è secondo avanti a Juventus, Inter, Napoli, Roma, Atalanta, Lazio… Chissà alla fine cosa potrà succedere e se a maggio potremo parlare di una bella favola diventata realtà.

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