Roma, Mourinho: “Sarà una partita aperta a tutto”

Roma, Mourinho: “Sarà una partita aperta a tutto”

Aprile 27, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Mourinho torna in Inghilterra e lo fa per la prima delle due semifinali di Conference League contro il Leicester. Di seguito le sue parole in conferenza stampa alla vigilia del match: Ha sentito Ranieri? “Siamo amici ma non ci siamo sentiti prima della partita. Altri allenatori nella Premier League hanno vinto tanti titoli, Ranieri uno solo ma il suo è il più speciale di tutti. Per questo qui è un mito. Io ho giocato quel campionato lì e lo ricordo come un momento storico della Premier League. Anche se Ranieri non credo sia qui hai fatto bene a ricordarlo. Per lui essendo della Roma sarà una gara speciale”. Sulla finale? “Possiamo vincere. Penso che la Roma e chi lavora nel club stiano lavorando per migliorare. Meritiamo la finale, ma dobbiamo battere una squadra forte con buoni giocatori e allenatore. Dobbiamo realizzare il sogno di arrivare in finale. Devo ammettere che nella mia lunga carriera questa battaglia è unica”. Su Rodgers? “Ci siamo divertiti tanto nel Chelsea. Abbiamo un rapporto di amicizia, anche se il calcio ha preso differenti direzioni. Voglio al 100% il meglio per lui, è un grande allenatore e ha fatto un percorso molto bello. Ha un grande futuro davanti. Alla fine l’importante è che io ho vinto tanto e lui ha vinto in Scozia e qui dove non è mai facile e poi ha una carriera più breve”. Che sensazioni ha una coppa a questi livelli? “La verità è che noi domani giochiamo la partita numero 13 in Conference League. Abbiamo iniziato contro una squadra che avevo detto che avrebbe vinto il campionato turco. Ora siamo in un momento chiave e contro un avversario non da Conference League, ma da Europa League. Non è la loro competizione, ma la nostra competizione. Abbiamo sofferto e viaggiato tanto. Abbiamo pagato con punti nella Serie A il fatto di giocare giovedì-domenica, meritiamo di andare in finale. Abbiamo due possibilità di giocare l’Europa League il prossimo anno: una vincendo questa competizione o arrivando quindi o sesti in campionato. Possiamo anche non raggiungere questo obiettivo e questo ti mette dubbi sulle partite di campionato. Il Leicester ad esempio non ha questo problema perché è decima in campionato e non arriverà mai in Europa League dalla Premieri. E’ un momento duro e di grande motivazione per noi”. C’è una favorita in questa semifinale? “Tante volte sono arrivato in semifinale e al di là dei nomi e del potenziale. In una forma stupida ma pragmatica dico sempre che ci sono 4 squadre con 50% di arrivare in finale e 4 squadre con il 25% di vincere. Venti anni dopo non cambio questa idea. Non mi interessa se loro o noi siamo più forti. Qualche mese fa abbiamo perso 2-0 con l’Inter e sabato 3-1, risultati simili ma un approccio diverso. Al di là del vincere la Conference siamo una squadra con un percorso che mi piace” Che obiettivo avete per domani? “Il nostro obiettivo domani è vincere la gara, se perdiamo come abbiamo fatto a Bodo vediamo cosa fare nella seconda. Magari è il Leicester che con merito ci porta a vincere la seconda partita, ma il nostro obiettivo domani non è pensare solo ad arrivare con un risultato positivo per la partita dell’Olimpico”. Il rischio maggiore di domani è l’intensità del Leicester? “Per me quello che fa la differenza è la possibilità di avere giocatori che non hai la possibilità di avere. Se noi guardiamo al Leicester: domani se guardi ai giocatori offensivi, devi vedere quanti sono e chi sono. Sette-otto giocatori di altissimo livello. Sono tanti con tanta qualità e stiamo parlando del Leicester, non del City o dello United. Questa però è la bellezza del calcio perché si può vincere contro una squadra con più potere economico. La gara è aperta, poi all’Olimpico ci saranno 300 mila spettatori”. Tra 7 giorni cade l’anniversario dal suo annuncio: si sarebbe immaginato di essere qui? Avrebbe firmato lo stesso? “Certo. Quando la gente parla della differenza tra Champions e Conference, io ho detto che questa è la mia competizione. Magari Brendan sente che la sua competizione è l’Europa League. Ma questa è la nostra competizione. Ad agosto eravamo in Turchia a giocare il playoff. Oggi siamo qui a giocare la partita numero 13. La sento come mia. Ora che siamo arrivati qui, pagando con punti in Serie A. Perché oggi la Fiorentina ha perso? Perché hanno giocato per la prima volta quattro partite in sette giorni”. Cosa significa questa semifinale per la Roma? “È sempre importante fare una semifinale, in Champions League arrivano anche squadre che accumulano un certo coefficiente, spero che la Roma possa entrare in questa nuova Champions League. Se tu arrivi in semifinale, se non arrivi in finale significa poco”. Cosa ne pensa di ten Hag al Manchester United? “Non parlo di altri club, solo del mio”.