Salernitana, Nicola: “Sarà la partita della vita”

Salernitana, Nicola: “Sarà la partita della vita”

Aprile 23, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Il tecnico della Salernitana Davide Nicola, presenta la sfida in programma domani pomeriggio allo stadio Arechi contro la Fiorentina. Ecco le sue dichiarazioni: L’aspetto emotivo diventa un fattore importante, anche il suo collega Italiano rimarca la necessità della Salernitana di giocare la partita della vita. Come si convive con questa perenne ultima spiaggia? “Non so cosa abbia detto Italiano, ma queste parole non mi interessano e rifuggo dai luoghi comuni che spesso limitano la crescita. Non mi piace parlare di sei finali o ultima spiaggia: noi stiamo costruendo una rincorsa. Giochiamo ogni partita con la voglia di vincere e l’animo di osare, per costruire quello che ci interessa bisogna ragionare diversamente e i ragazzi lo stanno facendo bene”. La Fiorentina è tra le squadre che tira maggiormente in porta in questo campionato, come pensate di opporvi? “Affrontiamo una squadra importantissima, anche per loro il raggiungimento dell’obiettivo non è semplice ma stanno facendo un campionato straordinario. Tutti i giocatori partecipano alla fase offensiva in modo efficace, rotazioni e gioco posizionale funzionano nel migliore dei modi e spesso abbiamo visto la Fiorentina dominare gli avversari. Hanno pochi punti deboli, dovremo essere però bravi a insistere sulle nostre armi. Occorrerà una gara di alto livello, è ovvio, ma il clima sugli spalti sarà bellissimo e dovremo essere bravissimi ad essere sempre squadra dosando le energie ma dando tutto. La Salernitana dovrà essere brava e coraggiosa nel palleggio, leggere in anticipo la giocata. Non dobbiamo solo limitare il loro gioco, ma provare anche a proporre e imporre il nostro. La Fiorentina ha vinto 4 delle ultime sei gare, i numeri non mentono. Ma non partiamo certamente battuti, anzi…”. Nell’elenco dei convocati c’è Radovanovic, può giocare dall’inizio e ci sarà turnover?
“Radovanovic è convocato e a disposizione, ieri non si è allenato solo per precauzione a causa di un po’ di fatica. Ma gran parte dei calciatori che hanno giocato a Udine sono stati gestiti seguendo una precisa strategia di recupero psicofisico. A volte queste strategie contano più dell’allenamento tecnico-tattico, parliamo di un ragazzo che conosce perfettamente concetti e dinamiche. Domani mattina avremo un altro breve allenamento di rifinitura, molto didattico, e faremo ogni valutazione. E’ possibile che ci siano nei cambi, ma non posso anticiparvi nulla perchè ho ancora quasi 24 ore di tempo a disposizione”. Chiederete di anticipare il match con l’Atalanta? “Noi dobbiamo recuperare una partita, quella col Venezia. Poco importa, a questo punto, sprecare energie per situazioni che non dipendono da noi. Restiamo estremamente concentrati e proviamo a cogliere ogni occasione in questo tour de force”. Domani sono attesi oltre 20mila spettatori, una componente importante… “Non è una responsabilità, ma una goduria per noi. Non ho mai sentito la nostra gente non avere entusiasmo per noi. Per tutti la salvezza appare obiettivo lontanissimo, ora però ci siamo riavvicinati e ogni componente deve e vuole dare il meglio di sè stessa. Avere il pubblico allo stadio è un privilegio, lavoriamo per rendere felici i nostri tifosi. Due anni di covid hanno spogliato il calcio dell’essenza più importante, ovvero il contatto con la gente. Siamo fortunati e chiedo al pubblico di dimostrare non sostegno e passione, ma la cultura straordinaria di una città che ama la propria squadra senza pensare agli altri. Noi daremo tutto, anche grazie alla loro spinta. Non sappiamo quello che succederà in campo, ma noi sappiamo dove vogliamo arrivare”. Come state dal punto di vista fisico e Mikael è pronto per giocare dall’inizio? “Non voglio parlare dei singoli, ma rispondo volentieri. Mikael sta dimostrando i progressi di un calciatore che ha le sue qualità, ma io non mando nessuno allo sbaraglio e rispetto il processo di integrazione. Noto passi da gigante, ha caratteristiche diverse da altri colleghi e sa bene che contiamo fortemente su di lui. Sul piano atletico dico che abbiamo fatto un grande lavoro, le nostre richieste sono precise e stiamo ottenendo risposte incoraggianti. Tre partite in una settimana si sentono, è ovvio, ma le strategie di recupero fanno la differenza e il mio staff non trascura alcun dettaglio”. Si nota una grande crescita della difesa, soprattutto dopo l’arretramento di Radovanovic. E’ d’accordo? “L’identità di gruppo e di gioco è fondamentale. I giocatori hanno enormi meriti, sin dal primo giorno tutti si sono impegnati al massimo e non aver subito gol ci ha dato maggiore consapevolezza. Tra i calciatori si sta creando una alchimia speciale, ho fatto vedere loro alcune immagini importanti per far vivere emozioni di un certo tipo. Siamo orgogliosi, la gente nota che ci teniamo maledettamente”. Come si vince domani? “Dando il massimo senza essere schiavi delle nostre emozioni. La Fiorentina è fortissima, la Salernitana ha le sue chance. In casa abbiamo incontrato avversari particolarmente tosti, sono convinto che presto arriverà la vittoria anche all’Arechi. Dobbiamo saper gestire l’euforia che ci trasmetterà la gente, è spinta propulsiva che non prescinde dall’equilibrio e dalla concentrazione. Basterà attenersi ai compiti assegnati, consapevoli che in alcuni momenti dovremo abbassare il baricentro nel rispetto delle caratteristiche di un avversario abile”. Tra poche settimane si giocherà contro Venezia e Cagliari, terrà conto del fattore diffida?
“Non fa parte del mio modo di pensare. Non sono scontri vitali quelli che verranno, è importante far bene con la Fiorentina. Vi sento nominare troppo spesso la vittoria di Udine o le gare passate, non va bene. Io sono concentrato sulla Fiorentina. Se facessi calcoli non svolgerei bene il mio lavoro”. La Fiorentina concede poco, ma paradossalmente subisce tanti gol. Cambierete qualcosa in attacco? “Abbiamo un buon potenziale offensivo, ogni squadra deve sapersi esprimere bene quando attacca. Quanto ai nomi, valuterò domani dopo la rifinitura”. C‘è un “mischione” in zona retrocessione, il calendario propone tanti scontri diretti. Su chi fare la corsa? “Non possiamo pensare agli altri, la corsa è sui noi stessi e dobbiamo pensare a vincere quanto più possibile. A 2-3 partite dalla fine potremo fare ragionamenti diversi e capiremo se dipende da noi o dalle dirette concorrenti. Il massimo sarebbe vincerle tutte, così non ci saranno problemi. Essere in corsa è già importante, ci stiamo divertendo e i ragazzi ci credono. Siamo reduci da una vittoria al 93′, in altre circostanze meritavamo i tre punti e abbiamo perso. Nessuno può prevedere il futuro”. E’ una Salernitana più matura? “L’entusiasmo non è mai mancato, è chiaro che due vittorie consecutive accenderebbero anche un cerino bagnato soprattutto se i tre punti non arrivavano da settimane. Le partite valgono più di mille parole, non sto scoprendo l’acqua calda. Giocare le gare ravvicinate ci consente di non abbassare la guardia, noi dobbiamo soltanto credere in quello che stiamo facendo consapevoli che il percorso di crescita è positivo e anche i risultati iniziano a darci ragione. Ovviamente questi sei punti non bastano”. C’è maggiore convinzione nel gruppo? “Non potete farmi questa domanda, noi abbiamo sempre lavorato al massimo dal primo allenamento ad oggi. Se la percezione delle persone cambia in funzione del risultato non lo so, io ho sempre visto un atteggiamento propositivo. Le due vittorie di fila ovviamente amplificano il buon percorso, ma io ho sempre visto una buona Salernitana. Ormai non mi interessa più Udine, io devo dimostrare giorno per giorno senza aggrapparmi al passato. E chi è intorno a noi ha un potere incredibile e può aiutarci a migliorare. Se la gente nota l’impegno, il professionista si sente gratificato e rende meglio”. Quanto incide il fattore pubblico? “Il connubio squadra-città è la chiave per ottenere qualcosa. Non possiamo essere scissi dal pubblico, è una unione fondamentale e sin dal primo giorno volevamo una osmosi di questo genere. Non sono ancora soddisfatto, è chiaro. Domani voglio vedere la nostra gente tifare e spingerci, è la cosa più bella dello sport e dobbiamo essere una cosa sola”. Ha sentito Iervolino in questi giorni? “Il presidente è sempre vicino a noi. Non svelo i contenuti della telefonata. Io ora vado a vedere la Primavera per seguire i nostri giovani, spero di salutarlo di persona. Sento tutti al fianco della Salernitana, compresi magazzinieri, medici, dirigenti”.