Sorpresa a Parma, Ribalta si dimette

Sorpresa a Parma, Ribalta si dimette

Maggio 27, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Un fulmine a ciel sereno ha squarciato il cielo sopra Collecchio. Il direttore dell’Area Tecnica, Javier Ribalta, ha lasciato l’incarico di Managing director Sport del Parma. Le ragioni che riguardano le dimissioni sarebbero da ricercare in una divergenze di veduta con il presidente Kyle Krause che non ha cambiato – evidentemente – la linea da seguire per costruire la squadra. Ribalta lascia il Parma dopo un anno disastroso, che ha visto la squadra, inizialmente costruita per vincere il campionato, finire mestamente la sua corsa al 12esimo posto in classifica, senza mai partecipare alla lotta per i playoff, indicati come obiettivo minimo al momento del cambio di guida tecnica a novembre. Il passaggio da Maresca a Iachini ha cominciato a tracciare la spaccatura tra proprietà e dirigenza: la prima ha da sempre cercato ingredienti glamour per allestire una scena di forma più che di sostanza, la seconda a un certo punto si è convinta che bisognava calarsi più nella parte ‘sporca’ di questo campionato terribilmente difficile. La mancanza di una visione comune su molti fronti ha portato Ribalta a lasciare l’incarico, dimettendosi e rinunciando a un lauto contratto.

In poco più di tredici mesi, la struttura verticistica messa in piedi da Krause è stata letteralmente decapitata: dopo l’allontanamento del manager olandese Jaap Kalma, con cui il rapporto si è interrotto a dicembre, è arrivata anche la separazione dal dirigente spagnolo proprio quando sembrava aver trovato la quadra per affidare a Fabio Pecchia un progetto di due anni.  Le prime crepe che hanno portato a una frattura insanabile risalgono ai tempi della scelta di Beppe Iachini, profilo che Ribalta aveva individuato come unica via possibile alla correzione in corsa di una falsa partenza determinata da errori in fase di mercato e costruzione della squadra. Ma la situazione è peggiorata con un mercato di gennaio che non ha aiutato il Parma a rialzarsi, oltre all’incredibile ondata di infortuni che hanno penalizzato la squadra. Le idee di Beppe non hanno attecchito subito, ma l’ex allenatore di Palermo e Samp ha pagato più che altro i modi, lontani dallo stile del politically correct di KK, tanto che il rapporto professionale si è interrotto un anno prima del previsto. Il prossimo allenatore sotto contratto sarà il quinto della sua gestione a stelle e strisce, una gestione ampiamente fallimentare tra aspettative e risultati, promesse e obiettivi non raggiunti. A Ribalta era stata affidata la missione di allestire una squadra più convincente rispetto a quella messa in piedi un anno fa, il manager spagnolo si era convinto a intraprendere un’altra via: basta giovani ‘scommesse’, si riparte da gente che conosce la materia, che abbia già avuto a che fare con le sabbie mobili della Serie B, in modo da non perdere tempo e partire forte. Decisione che probabilmente non deve aver fatto breccia nel cuore di Krause, che ha incassato le dimissioni e adesso è chiamato a rimettere in piedi una situazione complessa in poco tempo. Il fatto di mettere mani al portafogli concede giustamente il diritto al presidente di scegliere in prima persona. Decisionista e autoritario come la maggior parte dei proprietari, Krause ama partecipare attivamente alla vita del club, respirando in prima linea le tensioni, il clima partita e anche le trattative di mercato. Tutto positivo, il suo ottimismo contagioso è da ammirare, a patto che non sfoci in una commedia che farebbe ridere – nel caso – solo lui. Che paga e sta offrendo, almeno a vedere l’andamento di questi venti mesi, uno spettacolo che in alcune scene è stato indecoroso