Torino, Juric: “Sarà un bel derby proveremo a giocarcela”

Torino, Juric: “Sarà un bel derby proveremo a giocarcela”

Ottobre 1, 2021 Off Di Angelo Sorbello

Juric vivrà il suo primo derby della Mole, il suo Torino arriva all’appuntamento con una striscia di quattro risultati utili consecutivi: Ivan Juric vuole allungare il filotto, farlo contro la Juventus varrebbe doppio. Dalla sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino, il tecnico granata presenta la sfida contro i bianconeri di Massimiliano Allegri. Ecco le dichiarazioni di Juric. Che partita sarà? “L’avversario è di assoluto valore, che ha ritrovato risultato e spirito. Ultimamente stanno facendo grandi risultati” Come avete preparato il derby? “E’ un gruppo fantastico: ci sono tanti ragazzi giovani che hanno voglia di imparare, non ho mai avuto un problema. Non ho mai dovuto spronarli a lavorare bene, ci siamo allenati con intensità. Come sempre” Che clima si respira in città? “Non sono uscito tanto di casa. Me ne renderò conto domani: lo voglio vivere domani, poi mi rimarrà dentro”. Cosa rappresenta questo derby? “So che siamo su due livelli diversi, ma sento che non è come Genova. A Torino mi sembra che la squadra sia il Toro, percepisco questa sensazione. A Genova era a metà, qua è il Toro. Ma sono nuovo, devo imparare e vedere”. Qual è il bilancio? “Stiamo facendo meglio delle mie previsioni: mi è piaciuta molto a Venezia, anche se alcuni la vedono in modo diverso. Voglio che continuiamo così, abbiamo tanti ragazzi con grandi margini di miglioramento anche se dobbiamo crescere nella gestione di alcuni momenti di gara” Recuperate qualcuno? “Leggo di Belotti e Zaza che rientrano, non so da dove escano queste notizie. Non recuperiamo nessuno”. Cosa dovete mettere in più? “A Venezia ci è mancata un po’ di qualità, ma mi è piaciuto come abbiamo interpretato la gara. Abbiamo fatti tanti passi in avanti. Se non sei cattivo il giusto, hai già perso il derby. E poi devi aggiunge qualità tecniche e individuali, mettere la fame di segnare sui calci piazzati. Le rose non sono paragonabili, ma con il tempo si migliorerà”. Allegri deve dirle grazie per il suo pari a Napoli con il Verona? “La cultura sportiva è sacra, l’ho imparato da Gasperini: è l’unico modo per essere uomo. In Italia si guardano queste cose, ma non mi pento assolutamente e sono orgoglioso di come il Verona ha giocato quella partita. Nessuno mi deve ringraziare, l’ho fatto solo per la squadra per la quale lavorava”. Cosa teme di più della Juve? “Hanno tutto. Possono segnare in vari modi; se li attacchi, hanno velocità con tanti singoli che sono micidiali. Sono una squadra completa, hanno ritrovato lo spirito giusto e mi preoccupa tutto. E’ una top squadra, non puoi lasciare niente a loro”. E’ aumentato il vostro livello? “Quando finisce l’anno, diremo quanto vale squadra. Anche a seconda di quanto varranno i singoli. E’ una valutazione globale: le prestazioni da Firenze in avanti sono di alto livello, meritavamo qualche punto in più. Possiamo fare miglioramenti, ma dobbiamo mantenere questa concentrazione e il fatto di essere tosti. Abbiamo tanti giocatori fuori, a Sassuolo abbiamo dimostrato che le alternative possono fare la differenza. Se recuperiamo tutti e lavoriamo bene, possiamo fare bene; se non sarà così, probabilmente sarà stata colpa mia”. Quanto è importante la spinta dei tifosi domani? “Dopo cinque minuti contro l’Atalanta, ho percepito grande coinvolgimento da parte dello stadio. E in tutte le gare c’è stato un ambiente positivo, non vedevo le cose negative che c’erano prima. Domani devono darci la spinta: lo hanno fatto con la Lazio, domani ne servirà ancora di più. E’ meglio sentire sostegno invece delle critiche”. Senza Djidji, gioca Zima? “Sì, gioca lui. E’ un 2000, deve lavorare tanto ma è un profilo interessante: in difesa ci sarà lui”. Sarà il derby di Mandragora? “Avete dei giudizi sbagliati su tanti giocatori: dite che qualcuno non è buono e altri che sono fenomeni, io non sono d’accordo. Vedo giudizi completamente contrari ai miei. In tutte le partite, ho fatto solo scelte tecniche e non comportamentali. Mandragora? Non lo sa, sicuramente sarà il derby del Torino”. Qual è l’apporto che riesce a dare Pobega? “Ha grandi margini di miglioramento, come tanti altri. Pobega non era titolare fisso nello Spezia, per lunghi periodi faceva panchina. Può crescere tanto, così come Mandragora, Lukic, Aina, Buongiorno, Singo e Bremer: sono giovani, quando li vedo allenare è una gioia per me. Hanno margini di crescita perché si applicano. Sono tutti giovani, possono crescere tanto e ci vuole un po’ di fortuna. Ultimamente ci gira male, ma possiamo crescere tanto magari mettendo giocatori ancora più forti”.