Torna a parlare Gattuso: “Io razzista? Mi hanno chimato terrone dovunque, Mendes è un amico, Commisso non lo conosco neanche dal vivo…”

Torna a parlare Gattuso: “Io razzista? Mi hanno chimato terrone dovunque, Mendes è un amico, Commisso non lo conosco neanche dal vivo…”

Luglio 5, 2021 Off Di Federico Lasdica

Gennaro Gattuso, dopo l’addio al Napoli, il divorzio anticipato ed improvviso con la Fiorentina e la firma saltata con il Tottenham, è tornato a parlare in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Ecco di seguito alcuni punti delle dichiarazioni rilasciate al noto quotidiano.

Cosa è successo con Commisso? “Non posso parlare di questo tema, anche perché è una persona che non ho mai incontrato dal vivo”.

Cosa dice riguardo le accuse che le sono state rivolte di razzismo e sessismo dai tifosi del Tottenham? “ Onestamente fatico a pensare che questa sia stata la causa del mio mancato passaggio al Tottenham. Di sicuro io non sono né razzista, né sessista, né omofobo: sono state travisate vecchie dichiarazioni mie. Perché non chiedete ai miei ex compagni e ai giocatori che ho allenato del mio rapporto con loro? Mi hanno chiamato terrone in tutti gli stadi e ora sono vittima dell’odio da tastiera sui social. Io sono un personaggio pubblico e ho la forza per reagire alle calunnie, ma non tutti riescono a sopportarle. C’è chi per debolezza magari si butta dalla finestra”.

Com’è andata questa stagione sulla panchina del Napoli? “In una stagione con problemi e infortuni mai visti abbiamo perso la qualificazione Champions per un solo punto all’ultima giornata, con partite spesso spettacolari. Ha fatto male chiaramente ma sono soddisfatto del lavoro”. 

Cosa pensa riguardo le accuse rivolte sulle strategie del suo agente? “Mendes è un amico, ha grandissima esperienza e mi dà consigli per la mia carriera.  Il mercato non spetta a me, ma ai dirigenti. Io i ruoli li rispetto sempre, il mercato è compito dei dirigenti. Sono sicuramente un allenatore ambizioso e voglio giocatori forti e funzionali alla mia squadra ma indipendentemente dal loro procuratore. Alleno da otto anni e non ho mai fatto acquistare un assistito di Mendes, né lui me lo ha mai imposto, André Silva al Milan e Ghoulam al Napoli c’erano già”.

Riguardo la Nazionale di Mancini? “È la squadra che gioca meglio, divertente e moderna, Mancini ha il grande merito di avere scelto giocatori tecnici. Idee come le sue, in Nazionale, non si erano mai viste: si faceva un altro tipo di calcio, che ha portato anche grandi vittorie, ma in cui era impensabile vedere Jorginho insieme a Verratti e Locatelli”.