Udinese, Cioffi: “Da dicembre in poi siamo cresciuti molto”

Udinese, Cioffi: “Da dicembre in poi siamo cresciuti molto”

Maggio 13, 2022 Off Di Angelo Sorbello

Il tecnico bianconero Gabriele Cioffi parla così della prossima sfida allo Spezia e del finale di stagione della squadra: “Abbiamo una grande responsabilità perché sappiamo che rappresentiamo Udine e tutto il Friuli. Per quanto riguarda la classifica, a noi non interessa. A noi interessa il riconoscimento di un percorso che da dicembre ci ha visto avere una media punti da Europa ed una resilienza che ci ha permesso di attraversare anche lo tsunami Covid vissuto nelle gare contro Atalanta, Juve e Genoa. Per noi sarà una partita di grande orgoglio e, quindi, non lo facciamo per la destra o la sinistra della classifica ma per noi stessi”. In termini di punti, con almeno altri due conquistati, questa sarebbe la miglior stagione dell’Udinese dal 2012/2013 ad oggi, avvertite questo ulteriore stimolo? “Noi avvertiamo che affrontiamo un avversario che deve salvarsi e viene qua per vincere. Troveranno davanti una squadra che non vuole concedere e fare un gol o, almeno, un gol più di loro, sapendo che ci saranno diverse fasi della partita che dobbiamo essere bravi a leggere e interpretare”. Che avversario è lo Spezia, sono reduci da 4 sconfitte consecutive e in piena lotta salvezza, quali le loro caratteristiche e cosa dovrà fare l’Udinese per avere la meglio? “Motta ha dato un’identità e solidità alla sua squadra. L’interpretazione che noi abbiamo deciso di dare alla partita prende ispirazione dal ciclismo che viene visto come uno sport individuale ma, in realtà, nelle corse a tappe, non vinci se non hai la squadra e noi domani vogliamo giocare da squadra”. Dovrà ancora fare i conti con qualche defezione tra attacco ed anche difesa con l’assenza di Becao, potranno essere queste partite importanti per i giocatori che hanno avuto sin qui meno spazio? “Noi crediamo nel gruppo. Ce lo siamo sempre detti. Se un giocatore non sta giocando ma si sente titolare, e di questo è l’esempio lampante Nuytinck, vuol dire che si allena da titolare e, quando viene chiamato in causa, risponde sempre presente ed è quello che ha fatto Bram”. In quest’ottica, il gol di Nuytinck a Sassuolo è il tredicesimo stagionale dalla panchina, solo l’Inter ha fatto bene come l’Udinese, quanto la soddisfa proprio in termini di risposta del gruppo questo dato? “I numeri, come ho già ripetuto, si guardano a fine campionato anche se fanno piacere”. Lei ha giocato allo Spezia, lo affronta da allenatore per la prima volta che ricordi e che sensazioni ha? “Il primo pensiero va a Sergio Borgo che è la persone che mi scelse lì e fece una squadra di giocatori in cerca di autore tutti, poi, arrivati in Serie A. Eravamo tutti “rottami” che lui ha ricomposto a livello fisico e mentale. Una delle frasi che mi diceva sempre era che un difensore deve essere semplice, concentrato e implacabile. E’ una frase che mi è rimasta dentro e che riuso perché, per me, nella semplicità c’è il calcio. Inoltre mi diceva che sarei diventato un grande allenatore, grande no, perché non lo sono, ma allenatore sicuramente e credo che tanto sia dovuto a quello che lui ha innescato in me”. L’ultima è personale, lunedì riceverà a Frosinone il Premio “Maestrelli” che è un riconoscimento molto importante, quanto e contento ? Si aspettava alla prima stagione da capo allenatore in Italia qui all’Udinese di avere questa soddisfazione con l’Udinese che ti ha affidato la partita? “Sono concentrato solo sullo Spezia, questa domanda mi va rifatta lunedì sera”.